simona ricci

lettera-n-teschiNata a Firenze nel 1985. Non so spiegare quello che fotografo. Se vedo una cosa che in qualche maniera mi colpisce sento la necessità di catturarla e di portarla via. Potrebbe trattarsi di un oggetto, di un paesaggio, dell’espressione di una persona o di un monumento. La macchina fotografica è il mezzo, la trappola, lo strumento, la bacchetta magica, l’apparato riproduttore. Fotografare è il mondo che si ferma per un istante ma resta lì per sempre. Lo scatto è la parola chiave, la descrizione, il vuoto o l’addizione. A volte ho bisogno di andare a riempirmi gli occhi di cose, scelgo una fotocamera e vado da qualche parte. Cammino. Cammino per ore. Cammino fino a barcollare. Mi guardo attorno, provo emozioni e le comprimo.

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