lettera-c-teschiCimitero a due anime, frutto dell’ingegno di due noti architetti: Cesare Costa ed Aldo Rossi. Costa è il primo a definire il profilo del Cimitero di San Cataldo di Modena. La missione affidatagli dal Comune di Modena è di restituire un intento monumentale alle sepolture anonime e collettive del cimitero igienista settecentesco preesistente. Il suo progetto piace riuscendo, attraverso il linguaggio architettonico, a trasformare il complesso cimiteriale in una culla di memoria storica e culturale. Lo stile è neoclassico con l’impiego di elementi semplici e severi che restituiscono allo sguardo un’austera solennità. Il sito cimiteriale è tuttora un vero e proprio “museo all’aperto” in cui si sono stratificate le testimonianze dei cambiamenti dello stile relativi al percorso storico artistico di Modena fra ‘800 e ‘900. Nel 1971 la città estense pensa ad un ampliamento del cimitero del Costa e lo affida all’architetto Aldo Rossi. Quest’ultimo concepisce l’opera come “una struttura d’ossa, una città d’ossa, fatta di ossa abitabili”. Il disegno di Rossi si inserisce si traduce in costruzioni singolari : un cubo di mattoni rossi ed una struttura conica. Il  grande cubo di mattoni rossi, opera incompiuta ed abbandonata, domina la struttura e contrasta in modo netto con il paesaggio circostante, ha finestre regolari e si presenta come una casa senza piani, senza copertura con  finestre  senza serramenti: è la casa dei morti. Tra le sepolture più note vi sono sicuramente  quelle di Dino ed Enzo Ferrari.

TOMBA DI ENZO FERRARI

enzo-ferrari

Enzo Ferrari nacque in un freddo 18 febbraio del 1898 a Modena da madre forlivese e padre carpigiano. Non molto eccelso negli studi, alternava impegni di officina al giornalismo sportivo. Nei primi mesi d’inizio della Grande Guerra perse il padre per una polmonite e suo fratello Alfredo in combattimento al fronte. Rimase in attesa di una chiamata alle armi che arrivò a breve ma che si concluse entro lo stesso anno con congedo definitivo a causa di una pleurite. Ripresosi dalla malattia, Enzo Ferrari si presentò ai cancelli torinesi della Fiat in cerca d’impiego ma venne rifiutato dall’azienda automobilistica. Da qui e da questa “non accettazione” inziò la favolosa storia del più grande costruttore automobilistico di tutti i tempi. Enzo Ferrari fu, prima di essere costruttore delle omonime auto, anche pilota non professionista; come si diceva all’epoca era un “gentlemen-driver”.

ferrari

tomba Enzo e Dino Ferrari

Quando nel 1923 vinse la prima edizione del Gran premio del circuito del Savio, incontrò la contessa Paolina Biancoli, madre dell’asso dell’aviazione italiana Francesco Baracca; e pare lei gli disse: “Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna.” Così fu! Enzo Ferrari resterà impresso nella storia come “Il Drake” soprannome attribuitogli ispirandosi al famoso corsaro inglese vissuto nel 1500 noto per forza, coraggio ed intuizione. Morì il 14 agosto 1988. La notizià della sua morte, come da sue ultime volontà, venne resa pubblica solo ad esequie concluse. Rimane ancora oggi il suo nome associato ad un marchio unico ed inimitabile in tutto il mondo per auto sportive d’eccellenza ed eleganza.

“La miglior Ferrari che sia mai stata costruita è la prossima”  Enzo Ferrari

 

GALLERIA IMMAGINI

Personaggi Famosi sepolti nel cimitero di San Cataldo di Modena

Dino Ferrari-ingegnere e progettista italiano, Enzo Ferrari-fondatore casa automobilistica Ferrari.

©Il copyright delle foto presenti nel sito appartiene a Visit Cemetery®. Salvo preventiva autorizzazione scritta, è vietata la riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo, dei suddetti testi o materiale. Grafica, contenuti e layout di tutte le pagine sono di esclusiva proprietà di Visit Cemetery® e dei rispettivi autori†

DOVE SI TROVA:

banner-mamiva