lettera-r-teschiRaccontarvi della Villetta di Parma senza accennare all’ ”amata sovrana” che ha voluto, ispirato e guidato la creazione della stessa sarebbe un vero peccato. Parliamo di Maria Luigia d’Asburgo, una personalità vivace, fresca e rivoluzionaria ben dissimulata e celata da un atteggiamento di facciata sommesso e accomodante, tanto da farla definire, in occasione delle sue nozze forzate con l’Anticristo francese, Napoleone Bonaparte, una “giovenca gettata in pasto al Minotauro”. Eppure Maria Luigia serbava molto di più e non tardarono a palesarsi i frutti del suo ingegno e della sua raffinata sensibilità. Maria Luigia amava l’arte e animata da una sincera volontà riformatrice, insignita del titolo di Duchessa di Parma, regalò a quest’ultima degli anni di fulgido splendore, avvicinandosi al popolo con l’ausilio della buona musica, della buona tavola e con la ricerca di una vita il più possibile serena. Ebbene, tra i tanti luoghi d’arte e cultura fioriti negli anni del suo ducato vi è anche il cimitero della città, la Villetta. La Villetta prende il singolare nome dalla costruzione suburbana su cui venne eretta nel 1819. L’acquisto del terreno, da parte del comune, prevedeva anche la partecipazione diretta dei privati, in una sorta di organizzazione “condominiale”, evidente  e ricalcata dalla struttura cimiteriale stessa, con sepolture distinte in relazione al ceto, al credo, alle modalità di morte. Il progetto definitivo, firmato dal Cocconcelli, propone una forma con tipologia a “corte” ottagonale porticata, con quattro lati maggiori e quattro minori alternati e  “la Cappella in faccia all’ingresso così che la vista del cimitero viene a rimanere più libera”. Il “tocco” raffinato di Maria Luigia si legge anche negli alberi piantati ad ombreggiare le tombe, voluti dalla stessa a sviluppo verticale, come cipressi e pioppi cipressini. Si dice che l’80% del patrimonio scultoreo ottocentesco di Parma sia custodito nella Villetta..vi basta per andarla a visitare?

skullTOMBA DI NICOLO’ PAGANINI

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La Villetta è un cimitero monumentale noto per i grandi musicisti in esso sepolti e questo non ci stupisce trattandosi di terre verdiane, musicali quanto poche altre al mondo: tra i musici di fama mondiale spicca il sommo Paganini, funambolo del violino, dal carattere sregolato e ribelle, personaggio scandaloso e straordinario.  Nessun musicista ebbe mai un successo così travolgente, tanto che il suo grande virtuosismo fu considerato la prova di un misterioso patto con il diavolo. Naturalmente questa diceria è assolutamente falsa ma è vero che nella sua vita si annoverano diversi episodi particolari. Il primo risale addirittura all’infanzia, all’età di sei anni, quando fu considerato morto in seguito ad un violento attacco di morbillo: il bambino fu avvolto nel sudario e cominciò il servizio funebre, quando, inspiegabilmente ed all’improvviso, egli fece un piccolo movimento che venne notato, sfuggendo così ad una sepoltura prematura. Nessun medico seppe spiegare l’avvenuto. Paganini amava bere ed era dedito al gioco d’azzardo, inoltre era brutto e blasfemo ma ugualmente corteggiato dalle donne. Gli ultimi anni della sua vita furono orribili, con sofferenze causate da una malattia della laringe e da forti dolori addominali la cui natura non fu mai pienamente accertata. In più gli venne un ascesso ad un dente che i medici non riuscirono a debellare cosicché l’infezione si propagò presto a tutta la mascella inferiore causandogli seri problemi di osteomielite, fino a che non fu necessario estrargli tutti i denti inferiori,  problema che  costrinse Paganini a tenere una benda legata intorno al viso per sostenere la mascella che altrimenti avrebbe penzolato grottescamente; il suo aspetto a quel punto divenne davvero spettrale ed inquietante. Anche la personalità di Nicolò Paganini merita qualche commento.

Busto Nicolò Paganini

Busto Nicolò Paganini

Egli disprezzò sempre la morale comune e quando i critici lo stroncavano egli quadruplicava il prezzo dei biglietti dei suoi concerti per dimostrare provocatoriamente la sua presa sul pubblico,  sempre numerosissimo alle sue esibizioni. Un elemento importante a proposito dell’influenza che egli aveva sulle platee era senz’altro il suo aspetto fisico, piuttosto conturbante e tendente al demoniaco ed all’esoterico, che egli ebbe sempre molta cura di conservare. Si presentava vestito rigorosamente di nero, con la benda attorno al viso, vestito con abiti larghi che lo facevano sembrare ancora più emaciato e consunto di quanto fosse in verità; il suo portamento era legnoso e rigido, davvero impressionante; portava i capelli lunghi e scompigliati attorno al volto pallido ed ossuto, con sulle guance due pieghe profonde simili alle effe del suo violino, dove spiccava un gran naso dalla forma aquilina e, come se non bastasse, indossava degli occhialini rotondi scuri che gli davano un’aria assolutamente raccapricciante. La mano sinistra di Paganini aveva un’insolita flessibilità, che lui sfruttava fino in fondo a suo vantaggio. Anche l’articolazione della spalla era eccezionalmente elastica, tanto che qualcuno osservò che egli quando suonava “accavallava i gomiti praticamente uno sull’altro”. Questa eccezionale mobilità consentì a Paganini di usare la tecnica violinistica con grande fantasia ed il risultato è l’estrema difficoltà di certi passaggi, tanto che alcuni dei suoi “Ventiquattro capricci” restano impossibili da eseguire per chiunque altro. Una personalità così discussa non poteva che riecheggiare nella memoria anche da morto. Si dice che chiunque suoni o strimpelli il violino sia venuto o sia intenzionato a venire a suonare almeno una volta presso la sua tomba (un’edicola in stile neoclassico). E chissà se dopo la prima esecuzione  gli avventori musicali procedano  con un bis o lo neghino gelosamente come ricorda  la celebre frase del virtuoso violinista, il primo vero rocker (aggiungiamo noi),  “Paganini non ripete”.

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Personaggi Famosi sepolti alla Villetta di Parma

Nicolò Paganini-violinista e compositore, Ildebrando Pizzetti-compositore, Giovanni Bottesini, Giusto Dacci, Emilio Usiglio, Cleofonte Campanini, Italo Campanini-tenore, Giulio Ferrarini, Edgardo Cassani, Alceste De Ambris, Macedonio Melloni-fisico, Carlo Alberto Dalla Chiesa-generale di corpo d’armata dei Carabinieri e prefetto di Palermo, Pietro Barilla-imprenditore, Andrea Borri, Padre Lino Maupas, Paola Borboni, Attilio Bertolucci.

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