lettera-p-teschi

Per quanto ignari si possa essere sulla storia italiana della seconda guerra mondiale e sui sacrifici partigiani, bastano poche occhiate alle lapidi del Piratello di Imola per respirare e carpire il forte spirito antifascista della città. Luigi Tinti, Orlando Rampolli, Poletti Livio, la consorte Livia Venturini; sono solo alcuni dei tanti valorosi imolesi che hanno affrontato a muso duro il truce nemico fascista e i cui estremi sacrifici sono valsi ad Imola la Medaglia d’oro al valor militare per attività partigiana. E riposano tutti qui, in questo cimitero della Memoria, istituito nel 1821, luogo di culto e di ricercata bellezza che porta la firma di un maestro di architettura rinascimentale come il Bramante; a lui venne infatti affidato il disegno del campanile quattrocentesco addossato alla Chiesa che affianca il cimitero. Interessante anche conoscere la leggenda mistica che aleggia sulla costruzione della Chiesa. Si narra che nel 1483 un pellegrino, tale Stefano Mangelli, fosse in pellegrinaggio verso Loreto. Era una rigidissima giornata d’inverno e il pellegrino, giunto a tre miglia da Imola, scorse un rozzo pilastro, affiancato da un piccolo pero, un “Piradel”che custodiva in una finestrella un’immagine di Madonna col bambino. Il pellegrino volle accostarsi ad accendere una candela e pregare,  quando, secondo la leggenda, accadde un fatto straordinario: la sua candela si rovesciò , si spense e si riaccese. Fu a quel punto che il pellegrino pare udì la voce della Madonna che lo rassicurava chiedendogli di andare in città e di costruire una chiesa proprio su quel rozzo pilastro. E a dissipare ogni dubbio in chi l’avesse ascoltato, la Madonna gli riempì la casacca di fresche rose, decisamente inusuali in quel rigido inverno. Il pellegrino fu ascoltato e la straordinaria Chiesa fu eretta dalla famiglia Sforza. Ritornando al cimitero, due preziosi monumenti, a nostro avviso, meritano una vostra attenta visita: l’opera realizzata dallo scultore Cleto Tomba, vincitore del premio di 2000 lire al concorso pubblico per la sua esecuzione, opera che ritrae una figura femminile in bronzo, dalla corporatura e dai lineamenti virili intenta a sorreggere un braciere acceso (simboleggia, secondo alcuni,  la Dea Roma che veglia il sonno dei caduti) e il monumento funebre ad Andrea Costa, padre fondatore del socialismo in Italia. Potrete leggere la sua toccante epigrafe dettata dall’amico Giovanni Pascoli, il quale ardentemente descriveva l’amico dipartito come: “FIAMMA DI INCENDIO..VIVA FIAMMA CHE SOPPRESSA E BATTUTA DIVAMPO’ SEMPRE PIU’ BELLA AL VENTO..NOI LA CHIAMAMMO ANDREA COSTA”.

GALLERIA IMMAGINI

PERSONAGGI FAMOSI SEPOLTI AL PIRATELLO DI IMOLA

Andrea Costa-politico italiano, Tommaso Casoni-medico, Livia Venturini e Livio Poletti-partigiani italiani

©Il copyright delle foto presenti nel sito appartiene a Visit Cemetery®. Salvo preventiva autorizzazione scritta, è vietata la riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo, dei suddetti testi o materiale. Grafica, contenuti e layout di tutte le pagine sono di esclusiva proprietà di Visit Cemetery® e dei rispettivi autori†

DOVE SI TROVA:

banner-mamiva