lettera-u-v-teschiUn lungo muro sbrecciato su via degli Artisti, un portone sgangherato che si apre cigolando. E improvvisamente sei nell’isola dei morti. Un prato con qualche croce bianca chiuso da un colonnato da cui svettano statue e busti in marmo. Così appare il Cimitero dei Pinti di Firenze. Un cimitero chiuso alle sepolture dal 1898 e che viene aperto al pubblico solo ed esclusivamente il 2 di novembre di ogni anno. Un privilegio visitare questo cimitero unico al mondo. Il cimitero della misericordia detto dei Pinti, perchè costruito poco fuori l’allora Porta a Pinti di Firenze trova i suoi natali nel 1747 per volere della Reggenza Lorenese per accogliere i defunti dell’ospedale di Santa Maria Nuova. Le salme presenti erano in particolare persone sconosciute o non richieste dai parenti, i cui scheletri venivano poi anche usati per gli studi di anatomia. L’arciconfraternita della Misericordia dovette poi ricercare un nuovo sito più vicino alla città e fu qui che il Granduca Leopoldo II concesse una zona adiacente al vecchio cimitero dell’ospedale per la costruzione di uno in stile monumentale. Come detto in precedenza questo cimitero è unico al mondo in quanto solo qui venivano seppellite esclusivamente salme di sesso maschile. Sotto al loggiato di sinistra sono schierate cinque storiche vetture per trasportare i morti: due carrozze bianche per i bambini, le altre scure e, un tempo, dorate per gli adulti. Dovunque però regna l’incuria, la negligenza di quanto sia rito, culto e conservazione del ricordo ma qualche cosa si muove per rendere questo luogo un sito storico, in quanto conserva molte salme di patrioti del Risorgimento italiano. Visitare il cimitero dei Pinti di Firenze è un privilegio di pochi informati e noi di Visit Cemetery siamo grati ai volontari della Misericordia di Firenze che garantiscono l’apertura di questo luogo unico in Europa, almeno un giorno all’anno.

GALLERIA IMMAGINI

PERSONAGGI FAMOSI SEPOLTI NEL CIMITERO MISERICORDIA DEI PINTI DI FIRENZE

Vincenzo Batelli-editore, Giovanni Baldasseroni-politico, Emilio De Fabris-architetto e Giuseppe Barellai-medico.

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DOVE SI TROVA:

 

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