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Metz, città nel nord-est della Francia e capoluogo della regione della Lorena, menzionata persino dall’imperatore Giulio Cesare nel “Commentario” redatto nel corso delle sue campagne in Gallia. Al di fuori delle mura cittadine nacque il cimitero Orientale di Metz nel 1834 ma la sua storia parte ben prima della sua costruzione. All’inizio del XIX secolo, Metz, ha già diversi cimiteri al suo interno e l’elite borghese dell’epoca tra cui medici, giudici, filosofi, sacerdoti cominciarono a lamentarsi per l’insalubrità di questi luoghi di sepoltura. I vapori delle riesumazioni dei corpi per far posto alle nuove tumulazioni portò all’esasperazione della cittadinanza e gli occupanti delle abitazioni situate nelle vicinanze dei piccoli cimiteri vennero colpiti da malattie spesso mortali. Fu così che nel 1829 l’ispettore di Metz, Marie-Lucien Silly, decise di acquistare un terreno al di fuori delle mura donandolo interamente alla città in cambio di benefici fiscali ma la sua richiesta venne rifiutata.
Due anni più tardi però, il comune di Metz dovette cedere ad alcune richieste di Marie-Lucien Silly a causa di un’epidemia di colera scoppiata in città. Il cimitero Orientale di Metz prese vita ed oggi racchiude in sè un’arte cimiteriale unica corredata da mausolei e sculture che partono dallo stile neo-gotico, passando per quello moresco, fino ad arrivare allo stile neo-egizio.

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