lettera-f-teschi

Farsi catturare dal fascino elegante di Verona è un’impresa alquanto facile. Altrettanto succede per il suo cimitero, la cui sola facciata ammalia d’impatto per la sua maestà e raffinatezza. L’architettura neoclassica richiama alla civiltà greco-romana con colonne doriche poste all’ingresso e la struttura a Pantheon delle diverse cappelle. Dall’entrata principale si possono notare sculture in stile canoviano e due massicci leoni scolpiti con maestria ed estremo realismo. I due leoni, definiti da alcuni “sonnecchianti”, hanno ispirato l’umorismo spiazzante dei veronesi che non hanno tardato a battezzare il cimitero come “l’albergo ai du leoni”. L’area è imponente, solcata da due viali che disegnano così 4 simmetriche aree. L’avvio dei lavori per l’edificazione del cimitero risalgono al lontano 1829 per mano del progettista Giuseppe Barbieri. Le tombe monumentali sono circa duecento, con sculture di artisti come Luigi Ferrari e Giovanni Dupré, scultore italiano di impressionante bravura, autore di opere d’arte conservate gelosamente all’Ermitage di San Pietroburgo. Altro particolare cui fare attenzione: le “tre campane alla veronese” poste sul campanile destro della Chiesa. Tali campane, ottenute dalla fusione di altre campane ben più antiche, hanno la particolarità di essere accordate in tonalità Sib3 e di essere suonate con una tecnica rinascimentale, detta “sistema veronese”. Si riescono così ad eseguire complesse melodie portando la campana stessa con la bocca rivolta verso al cielo e facendola ruotare sulla base dei numeri pronunciati dal maestro cui corrispondono singoli rintocchi.

skull Tomba Emilio Salgari

salgari_emilio

Parliamo del padre dell’avventura, colui che diede alla luce Sandokan e che fece appassionare milioni di lettori catapultandoli in Malesia fra navi di pirati e tigri fameliche. Ebbene sì, proprio lui, Emilio Salgari. Nato a Verona in un caldo 21 agosto del 1862 da madre veneziana e padre veronese, studiò al Regio Istituto Tecnico e Nautico di Venezia non divenendo mai capitano di marina come avrebbe voluto; tornò così a Verona per intraprendere l’attività giornalistica. Tutta la sua vita venne dedicata alla scrittura e ai romanzi, ma non per pura passione per la scrittura bensì per pagare continuamente i debiti accumulati.

Emilio Salgari morì atrocemente il 25 aprile 1911 togliendosi la vita con un rasoio facendo harakiri, come avrebbe fatto uno dei suoi personaggi fantastici. Nonostante la sua morte prematura, lascio una lettera indirizzata a tutti i suoi editori e debitori. Queste le sue parole: “A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle, mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche più, chiedo solo per compenso dei guadagni che vi ho dati pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna.”

GALLERIA IMMAGINI

©Il copyright delle foto presenti nel sito appartiene a Visit Cemetery®. Salvo preventiva autorizzazione scritta, è vietata la riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo, dei suddetti testi o materiale. Grafica, contenuti e layout di tutte le pagine sono di esclusiva proprietà di Visit Cemetery® e dei rispettivi autori†

personaggi famosi sepolti nel cimitero monumentale di verona

Emilio Salgari-scrittore, Umberto Boccioni-pittore, Lionello Fiumi-poeta, Berto Barbani-poeta dialettale, Michele Sanmicheli-architetto, Carlo Montanari-patriota italiano, Franz von Scholl-ufficiale tedesco, Giuseppe Zamboni-fisico ed inventore della pila a secco, Cherubino Trabucchi, Giuseppe Trabucchi, Luigi Trezza-ingegnere, Carlo Faccioli, Luigi Musso-pilota automobilistico formula 1.

DOVE SI TROVA: