La rocambolesca storia della nascita del cimitero monumentale di Pavia abbraccia nove lustri. Tutto ebbe inizio nel 1788, anno in cui l’Ospedale cittadino dovette porre rimedio ad un impellente problema: il vicino cimitero annesso all’Ospedale stesso, chiamato “Cimitero del Liano“, era piccolo e saturo di sepolture. Lo scenario era il seguente: enormi fosse comuni traboccanti di salme in decomposizione. Ma la pagina più grottesca doveva ancora arrivare. Di lì a poco difatti le strade cittadine furono invase da sfilate nauseabonde di carri goffamente carichi di corpi decomposti, scheletri e brandelli di membra. A condurre i carri i becchini del paese che, molto spesso, distratti a brindare in qualche bettola, finivano per abbandonare i carri dello scempio ai bordi delle strade. Inutile dire che lo sgomento cittadino fu tanto al punto da indurre il comandante militare di Pavia ad arrestare tutti i becchini. Frettolosamente si pensò ad una soluzione; nella località di san Giovannino una vasta area coltivata a vigneti sembrava adatta ad ospitare il progetto di un degno camposanto cittadino, e così fu. Nel Novembre del 1798, con due tegole, un muretto ed una cancellata in ferro, si inauguro’ solennemente il cimitero pavese. Una soluzione definitiva, penserete? L’ubicazione senza dubbio. Restavano pero’ da livellare tanti aspetti, dalle zolle alle polemiche. Per quasi cent’anni il camposanto è risultato poco più di un campo incolto, raccoglitore inumano delle salme dei ceti più bassi. Tutto questo fino all’agosto del 1879, anno in cui l’archietto Vincenzo Monti fu incaricato di dare dignità alla costruzione. Si avviarono così i lavori del Monumentale di Pavia e la città potè finalmente voltare pagina.

GALLERIA IMMAGINI

PERSONAGGI FAMOSI SEPOLTI NL CIMITERO MONUMENTALE DI PAVIA

Camillo Golgi-medico e premio nobel,  Germano Mosconi-giornalista,  Adelchi Negri-patologo, Bartolomeo Panizza-medico.

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