lettera-a-bis-teschiAltezzosa, severa, esuberante e sfrontata. Giace così, comoda ed imperturbabile la bellezza ambrata e porosa nel Cimitero Monumentale di Lecce. Siamo nel Salento, squarcio di terra dove l’invisibile paradiso sembra essersi palesato senza vergogna; un tesoro gelosamente custodito per anni, quasi fosse un segreto, ma il troppo incanto, si sa, non può restare a lungo sconosciuto. E il privilegio diventa così condivisione. Ma torniamo a noi. Siamo a pochi passi dalla cancellata d’ingresso a memoria degli umani resti; ci si aspetterebbe di ritrovarsi già tra tombe e monumenti. E invece no, quasi a scopo meditativo e ad incrementare l’attesa per lo spettacolo di maestria e colore che a seguire si vedrà, si staglia un lungo viale, profumato e verde che separa il visitatore dall’ingresso vero e proprio. Un’umile porticina, affiancata alla Chiesa di SS.Niccolò e Cataldo, permette l’accesso al “giardino funebre”, in piedi dal 1845. Il complesso si estende su un’area rettangolare, solcata da viali e sentieri non lineari che restituiscono al visitatore un appagante sapore frammisto di confusione e perfezione. Nell’area più antica potrete vedere come le tombe sembrino quasi accatastate le une alle altre, sopite nell’abbandono ma ancora ricche e sfolgoranti. Respirerete profumi di eucalipto, oleandro e palma, una natura prepotente che vi farà apprezzare ancor di più il luogo, ingannando a tratti la vostra mente e facendovi perdere nel pensiero di non essere in un luogo di morte. Tutto infatti sembra urlare vita, dalle cappelle neogotiche alle vetrate policromate, dai corredi di pinnacoli alle guglie e ai rosoni, straordinari esempi di maestria ed eccellenza nel virtuoso uso dello scalpello. Qui la “regina” è solo una: la pietra leccese. Pietra definita “gentile” per la sua consistenza tenera e malleabile che permette allo scultore di realizzare le cosiddette “opere de curtieddru” (opere realizzate soltanto con l’ausilio di un coltello), decorate, intarsiate e arricchite di minuziosi particolari. Detto ciò, non dovrebbe stupirvi il fatto che il noto scrittore Martin Briggs abbia sofferto della Sindrome di Stendhal visitando proprio questa terra. Il rischio c’è.

GALLERIA IMMAGINI

PERSONAGGI FAMOSI SEPOLTI NEL CIMITERO DI LECCE

Tito Schipa-tenore italiano, Vittorio Bodini-scrittore.

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