lettera-L-teschiLa conosciamo come la “culla del Rinascimento”, come il “cuore dell’umanesimo”..ma a nostro avviso sono ancora  poche le etichette  per descrivere Firenze. Baluardo di italianità, la città primeggia per aver  avidamente partorito e dato fondo alla bellezza, arricchendo e rinnovando lo scibile artistico con foga sempre nuova; una città di cui non si può che parlar bene e che merita indiscutibilmente una visita! Dotazione obbligatoria prima di partire alla sua scoperta?! ..essenziale la predisposizione ad un continuo stupore e uno sguardo a 360°..solo in tal modo potrete assaporare la città e non rischiare di perdervi qualcosa..e si, perché la bellezza a Firenze sconfina! Niente di più errato infatti nel credere che il cuore pulsante della città si limiti al suo centro storico..alzando con attenzione lo sguardo potrete essere rapiti da una costruzione preziosa che solennemente troneggia su un’altura: la Basilica di San Miniato al Monte, vero capolavoro di architettura romanica. Anticipata da una scalinata, la Basilica si staglia nel cielo con i suoi marmi bianchi e verdi..incurante dei suoi 1000 anni di storia, abbracciata da mura che custodiscono gelosamente il suo tesoro, un cimitero monumentale senza eguali: il cimitero delle Porte Sante. Il suo  nome è legato ad un primato  dell’Abbazia stessa: essere depositaria,  insieme alle sole tre basiliche patriarcali di Roma, della Porta Santa,  varco che oltrepassato nell’unica giornata  del Venerdì Santo, permetterebbe la remissione dei propri peccati. Sorto ben 8 secoli più tardi rispetto alla Basilica, il cimitero custodisce un campionario impressionante di sculture ottocentesche, edicole in stile liberty, cappelle neogotiche e neoromaniche: un incanto per gli occhi. L’impressione è che il cimitero sia stato eletto a scenario di un duello tra impareggiabili artisti, noti e non, che a colpi di scalpello hanno delineato il profilo di un cimitero museale di bellezza estrema, in cui trovano riposo le tante personalità che hanno  omaggiato la città con gesta e parole. Parliamo di Papini, Spadolini, Ciro Menotti, Carlo Collodi, Enrico Coveri, Mario Cecchi Gori e molti altri. Un’ultima curiosità merita di essere accennata: l’impronta “Michelangeliana” nelle mura difensive che proteggono il complesso e l’ingegnosa idea dello stesso Michelangelo di proteggere la torre campanaria dell’Abbazia in occasione dell’assedio del 1529, facendo appendere ai suoi lati dei materassi per assorbirne i colpi. E se Michelangelo ha reputato l’abbazia degna di un gesto di così estrema cura e amore…e bhe..diremo che una visita è d’uopo!

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TOMBA CARLO COLLODI

Carlo-Collodi

Che nome gli metterò? – disse tra sé e sé. –
Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l’elemosina.

E così come Geppetto trovò il nome per il suo burattino di legno, alla stessa maniera e con la stessa fantasia Carlo Lorenzini ideò il suo nome d’arte, Carlo Collodi. PinocchioCarlo nasce nel 1826 a Firenze in via Taddea (sulla casa oggi c’è una lapide). Il padre, Domenico Lorenzini, era cuoco e la madre, Maria Angela Carolina Orzali, lavorava come domestica, a servizio dei marchesi Ginori. Grazie proprio alla nobile casata dei Ginori di Firenze, Carlo potè intraprendere i suoi studi entrando in seminario per diventare prete e contemporaneamente ricevere un’istruzione. Da qui, la carriera di Carlo Collodi prese piede divenendo amministratore della libreria Piatti, fodatore di riviste umoristiche, corrispondente per testate gionalistiche ed infine scrittore.
Nel 1883 pubblicò “Le avventure di Pinocchio“, ma solo sette anni dopo, all’apice del successo, morì davanti alla sua porta di casa forse per infarto. Fu seppellito nel cimitero delle Porte Sante di Firenze nella cappella di famiglia Lorenzini e se passate per un saluto ricodatevi di non dire bugie.

GALLERIA IMMAGINI

personaggi famosi sepolti nel cimitero delle porte sante di firenze

Giuseppe Abbati, Libero Andreotti, Pietro Annigoni, Pellegrino Artusi, Luigi Bertelli detto Vamba, Alessandro Bonsanti, Mario Cecchi Gori (con la moglie Valeria)-produttore cinematografico, Gaetano Chiavacci (con la moglie Ada), Anna Maria Chiavacci Leonardi, Alimondo Ciampi, Bruno Cicognani, Carlo Collodi-scrittoreEnrico Coveri-stilista, Felice Le Monnier, Claudio Leonardi, Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja, Nicola Lisi, Guido Manacorda, Cipriano Mannucci, Ferruccio Masini, Ciro Menotti, Giovanni Meyer-fondatore dell’ospedale pediatrico Meyer, Giovanni Papini, Stanislao Paszkowski-fondatore del Caffè Paszkowski, Marietta Piccolomini, Ermenegildo Pistelli, Cesira Pozzolini, Vasco Pratolini, Renzo Ricci, Fedele Romani, Ottone Rosai, Famiglia Sapihea-tomba della famiglia che fece studiare il futuro papa Giovanni Paolo II, Gaetano Salvemini, Tommaso Salvini, Giorgio Saviane, Pietro Siciliani, Odoardo Spadaro, Giovanni Spadolini-politico italiano, Frederick Stibbert, Luigi Ugolini, Atto Vannucci, Famiglia Vespucci, Pasquale Villari

Con la cortese collaborazione dei monaci dell’Abbazia di San Miniato al Monte

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