lettera-q-teschiQuesta volta Visit Cemetery ha solcato le porte del poco chiacchierato cimitero di Brindisi. Siamo al confine salentino nella città che ha rivestito fin dall’antichità un ruolo importantissimo a livello commerciale e culturale con l’Oriente. Molte infatti sono le tombe, costruite ad inizio secolo, di commercianti e personaggi inglesi nel cimitero, individui chiave nell’ambito del commercio con le antiche compagnie delle Indie Orientali. Poco si sa di questo cimitero in parte monumentale ed in parte adibito a nuove tumulazioni. Il cimitero di Brindisi presenta comunque opere di elevato carattere artistico costruite con i materiali più diversi; dalla pietra leccese, al marmo bianco, dalla pietra alle vetrate dipinte. Nel cimitero vi è un luogo difficile da non notare: uno spazio verde delimitato da un basso cordolo in pietra. Targhe ben allineate al di sopra con altrettanti nomi in ordine alfabetico. Al suo interno croci bianche ed una scultura femminile seduta al di sotto di una colonna spezzata con una data incisa su bronzo 1915-1918. Quest’area delimita il monumento ai 456 marinai persi negli abissi del mar Adriatico a causa dello scoppio della nave da guerra Benedetto Brin affondata il 27 settembre 1915.

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Affondamento della corazzata Benedetto Brin

Un boato tremendo squarciò l’aria e il rombo di un’esplosione si ripercosse lontano sul mare e sulla città, le navi ancorate ebbero un sussulto e le case tremarono. La nave non si vedeva più e al suo posto una colonna alta oltre cento metri di fumo giallo, rossastro, misto a gas e vapori s’innalzava al cielo. La catastrofe apparve in tutta la sua orrenda grandiosità alcuni momenti dopo, quando la colonna di fumo lentamente si diradò.

Ufficiale Fausto Leva

Ad oggi però, il cimitero non versa in buone condizioni di manutenzione, nè tantomento il monumento ai caduti della Brin viene più valorizzato dai cittadini e dalla città. Sarebbe comunque sempre utile non scordare che: “la rimozione del passato corrisponde inesorabilmente alla rimozione del futuro”.

 

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